Vuoi investire in azioni sul Natural Gas? Analizziamo le principali azioni di aziende distributrici di Natural Gas, il profilo, i fondamentali, informazioni e news.
Studiamo le aziende americane più importanti collegate al Gas naturale e valutiamo le potenzialità dell’investimento in questo specifico comparto. Il gas naturale è un combustibile che viene generato nel sottosuolo ed è composto in prevalenza da metano. La sua estrazione avviene tramite trivellazioni nel sottosuolo di giacimenti di idrocarburi, anche se in natura possiamo trovarlo sulla superficie, soprattutto in particolari zone dove avvengono processi di fermentazione generati per mancanza di aria. Più complessa e molto costosa risulta invece l’estrazione da giacimenti offshore, dove le condizioni ambientali rendono l’estrazione più difficile. Vediamo quindi come investire in azioni sul natural gas.
Questa fonte energetica viene utilizzata in diversi ambiti applicativi, vediamo i principali:
Come Il gas naturale liquefatto, o LNG, è una forma di gas naturale che è stato compresso e raffreddato allo stato liquido. Questo processo ne facilita il trasporto e lo stoccaggio, consentendo la distribuzione in una gamma più ampia di località. Il GNL è composto principalmente da metano, con piccole quantità di altri idrocarburi come etano e propano. Può essere utilizzato come combustibile per il riscaldamento e la generazione di elettricità, oltre che in vari processi industriali. Mentre i Paesi di tutto il mondo cercano modi per ridurre la loro impronta di carbonio, l’LNG continua a svolgere un ruolo importante nel settore energetico.
L’industria del gas naturale è dominata da un gruppo di grandi aziende internazionali. Uno dei maggiori operatori è la russa Gazprom, che controlla il 12% della produzione globale. Altri attori principali sono Exxon, Qatar Petroleum, Royal Dutch Shell e CNPC (China National Petroleum Corporation), Chevron e Total. Queste aziende si concentrano principalmente sull’estrazione e sul trasporto di gas naturale, anche se alcune si dedicano anche alla raffinazione e alla distribuzione, oltre all’esplorazione e alla produzione. Questi grandi attori internazionali svolgono un ruolo significativo nel plasmare il mercato globale del gas naturale.
Tuttavia, è importante notare che ci sono anche molte aziende nazionali e regionali più piccole che contribuiscono ai livelli complessivi di produzione. In definitiva, l’industria del gas naturale è un settore complesso e dinamico, con una serie di attori che ne guidano gli sviluppi.
Nel mese di marzo 2022 gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno raggiunto un accordo per la fornitura di 15 miliardi di metri cubi di gas liquefatto (GNL) entro il 2022. Con questo accordo si spera di ridurre la dipendenza energetica di Bruxelles dalla Russia, riducendo così i rischi in caso di crisi con Mosca.
Ad oggi gli Stati Uniti sono il più grande esportatore mondiale di GNL in termini di volume, superando Qatar e Australia. Nel febbraio 2022 le loro esportazioni hanno raggiunto il massimo storico con 13 miliardi di piedi cubi al giorno di esportazioni.
I principali esportatori statunitensi includono Cheniere Energy, Dominion Energy e Sempra Energy. Queste aziende gestiscono terminali lungo la Costa del Golfo e la Costa Atlantica, dove il gas naturale viene raffreddato allo stato liquido per facilitare il trasporto con navi cisterna. Altre aziende, come ExxonMobil e ConocoPhillips, hanno partnership in progetti di esportazione di GNL all’estero. Molte esportazioni di GNL dagli Stati Uniti sono destinate a Paesi asiatici, tra cui Giappone, Corea del Sud e Cina. In effetti, le esportazioni statunitensi verso la Cina sono aumentate drasticamente negli ultimi anni, grazie alla crescente domanda di gas naturale del Paese.
Andiamo quindi ad individuare alcune delle aziende quotate sul mercato americano a maggiore capitalizzazione appartenenti al settore. Forniremo una descrizione generale dell’attività e cercheremo di comprendere le potenzialità, attraverso le azioni attive, i dati fondamentali delle imprese e l’impostazione tecnica di breve e medio periodo.
Qui di seguito riportiamo alcuni dati ed indicatori di valutazione fondamentale che possono aiutare il vostro processo di selezione (i dati finanziari si riferiscono all’ultimo esercizio disponibile).
e riportiamo uno storico delle principali voci di conto economico e di bilancio per singola azienda in modo da poter visualizzare l’andamento delle imprese nel tempo. Inseriamo anche l’analisi del dividendo con la possibilità di vedere il movimento storico delle distribuzioni in rapporto ai risultati dei ricavi e dei profitti negli anni.
Per quanto riguarda invece l’analisi tecnica una tabella che riporta le impostazioni tecniche di breve e medio termine dei singoli titoli, dove vengono messe in luce le dinamiche di prezzo degli ultimi 30 e 90 giorni di mercato e una sintesi dei dati fondamentali dell’azienda per l’ultimo anno di esercizio e trimestre di riferimento.
A supporto delle tue scelte di investimento abbiamo inserito anche una tabella che può mantenerti aggiornato sulle ultime operazioni societarie, iniziative ed eventi. Utilizza queste informazioni per affinare le tue scelte e le tue selezioni.
Quando si tratta di investire in azioni, è importante tenersi aggiornati su informazioni e notizie. Ciò può aiutare a prendere decisioni informate su quali azioni comprare e vendere e quando farlo. Esistono diversi modi per tenersi informati sul mercato azionario, tra cui seguire i notiziari finanziari e leggere le riviste di settore.
Qui di seguito una tabella che può esservi utile per non perdere i principali eventi delle aziende più importanti del settore.
Al fine di negoziare online e investire in azioni sul Natural Gas, è necessario selezionare un intermediario che eseguirà le operazioni. Per sceglierlo è necessario comprendere alcuni aspetti importanti di questa dinamica, al fine di trovare il giusto broker:
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Quando si tratta di investire in società di gas naturale, la risposta non è semplice. Da un lato, il gas naturale continua ad essere un’importante fonte di energia e la sua domanda non è ancora destinata a diminuire nel prossimo futuro, in considerazione anche delle recenti tensioni geopolitiche in Ucraina. Tuttavia, ci sono anche sfide che le aziende di gas naturale devono affrontare, come il crescente utilizzo di fonti di energia rinnovabili e le preoccupazioni sull’impatto ambientale dei metodi di estrazione come il fracking. Come per qualsiasi decisione di investimento, le persone devono soppesare la propria tolleranza al rischio e considerare tutti i fattori potenziali prima di decidere se investire o meno nelle società di gas naturale.
Il gas naturale è una delle principali fonti energetiche al mondo e rappresenta circa un quarto dei consumi energetici globali, con un ruolo chiave come “fuel della transizione” tra i combustibili fossili tradizionali e le rinnovabili. Il mercato si articola lungo tre filiere: upstream (estrazione da giacimenti convenzionali e shale), midstream (trasporto via pipeline e stoccaggio) e downstream (distribuzione, liquefazione ed export). Le principali borse di riferimento sono l’Henry Hub statunitense, il TTF olandese per l’Europa e il JKM asiatico per il segmento LNG.
Dopo l’impennata dei prezzi innescata dalla crisi energetica del 2022, il mercato si è progressivamente riequilibrato grazie alla crescita dell’export di gas naturale liquefatto (LNG) dagli Stati Uniti e dal Qatar. Tra i principali operatori quotati figurano produttori puri come EQT Corporation e Range Resources, integrated oil major con forte esposizione al gas come ExxonMobil, Shell, BP e TotalEnergies, esportatori LNG come Cheniere Energy e NextDecade, oltre a utility e midstream come Kinder Morgan, Williams Companies ed Enbridge. Per gli investitori il gas naturale offre diversificazione settoriale, dividendi spesso generosi e un’esposizione diretta ai megatrend della sicurezza energetica.
Gli investitori hanno diverse modalità per ottenere esposizione al settore. La prima è l’acquisto diretto di azioni di produttori upstream come EQT Corporation (EQT), Chesapeake Energy (CHK) e Range Resources (RRC), fortemente correlate al prezzo dell’Henry Hub. Una seconda via è rappresentata dagli operatori midstream, come Kinder Morgan (KMI), Williams Companies (WMB) ed Enbridge (ENB), che generano ricavi ricorrenti da contratti di trasporto con rendimenti da dividendo elevati. Gli esportatori LNG come Cheniere Energy (LNG) e NextDecade (NEXT) offrono invece esposizione allo spread fra prezzi domestici e internazionali.
Chi cerca diversificazione può valutare le major integrate come ConocoPhillips (COP), ExxonMobil (XOM), Shell (SHEL), BP e TotalEnergies (TTE), che abbinano gas a petrolio e rinnovabili. Gli ETF equity più noti sono il First Trust Natural Gas ETF (FCG), che investe in azioni di società del settore. Va invece sottolineato che l’United States Natural Gas Fund (UNG) non è un ETF azionario ma un fondo che replica i futures su Henry Hub ed è soggetto a rischio di contango. In alternativa si possono utilizzare CFD per fare trading su indici, azioni e sulla materia prima stessa, tenendo sempre presente l’effetto leva.
La selezione delle migliori azioni del settore gas naturale richiede l’analisi di parametri specifici dell’industria energetica. Il primo criterio è la reserve base, ovvero la quantità di riserve certe (proved reserves) e l’ampiezza dell’inventario di pozzi perforabili: aziende come EQT ed Expand Energy (ex-Chesapeake) dominano il bacino Appalachia/Marcellus, uno dei più efficienti al mondo. Il secondo è il breakeven price, cioè il prezzo al quale il produttore copre i costi: i migliori operatori shale statunitensi generano flussi di cassa positivi anche con Henry Hub sotto i 3 $/MMBtu.
Va poi valutata l’esposizione al premio LNG internazionale (JKM, TTF) rispetto all’Henry Hub, che determina i margini degli esportatori come Cheniere. Sul fronte finanziario, è cruciale monitorare sostenibilità del dividendo, livello di debito netto/EBITDA (preferibilmente sotto 2x) e la strategia di hedging, che può stabilizzare i ricavi nei momenti di volatilità. Infine, per i midstream conta la qualità dei contratti take-or-pay e la copertura geografica, mentre per le major integrate è rilevante il mix gas/oil/rinnovabili e la politica di capital return.
Secondo l’IEA (Gas 2025), entro il 2030 sono attesi circa 300 miliardi di metri cubi/anno di nuova capacità di liquefazione globale, con Stati Uniti e Qatar che rappresenteranno circa il 70% dell’incremento. Gli Stati Uniti potrebbero arrivare a coprire un terzo dell’offerta LNG mondiale dal circa 20% del 2024, grazie a progetti come Corpus Christi Stage 3 di Cheniere e Plaquemines LNG. Nel 2025 le esportazioni LNG USA hanno toccato un record di 14,6 Bcf/d, in crescita del 24% anno su anno.
In Europa, dopo il picco del TTF nel 2022 oltre i 300 €/MWh, i prezzi si sono stabilizzati su livelli più bassi, trainati dal calo della domanda industriale e dal rimpiazzo del gas russo con LNG statunitense e norvegese. Secondo Wood Mackenzie, con oltre 225 mmtpa di capacità LNG in costruzione, il mercato potrebbe entrare in una fase di surplus strutturale tra il 2026 e il 2028, con impatti ribassisti sui prezzi spot. La domanda asiatica, guidata da Cina, India e Sud-Est asiatico, resta tuttavia il principale fattore di assorbimento dell’offerta incrementale, come confermato anche dai report trimestrali EIA STEO e S&P Global Commodity Insights.
Investire nel gas naturale comporta rischi peculiari. Il primo è l’elevata volatilità dei prezzi: Henry Hub, TTF e JKM possono muoversi anche del 20-30% in poche settimane a seconda di temperature, livelli di stoccaggio e dinamica dei flussi. Il settore è inoltre fortemente stagionale e sensibile al meteo, con inverni miti o eventi estremi capaci di stravolgere la domanda di riscaldamento e di gas-to-power.
Vi è poi il rischio di transizione energetica: l’introduzione di carbon pricing, meccanismi CBAM europei e normative sulle emissioni di metano (come le EPA methane rules e il regolamento UE) può aumentare i costi di compliance e ridurre l’attrattività di lungo termine del gas. Sul fronte geopolitico pesano le tensioni con Russia e i rischi di disruption in Qatar, snodo critico dell’offerta globale. Un ulteriore elemento di cautela è il possibile glut LNG nel biennio 2026-2028, quando l’entrata in servizio di nuova capacità USA e qatarina potrebbe comprimere spread e margini degli esportatori. Infine, come tutti i titoli ciclici legati alle commodity, le azioni del settore possono subire drawdown significativi in fasi di recessione.
Ricavi e utili non evidenziano una crescita stabile negli anni. Nel 2021 il margine di profitto in termini percentuali è sceso, mentre il debito sull'attività è aumentato. Nel 2Q 2022 in crescita le entrate e i profitti rispetto al…
Negli ultimi anni i ricavi sono rimasti stabili, mentre gli utili trovano difficoltà a consolidarsi Nel 2021 il margine di profitto in termini percentuali è cresciuto, mentre il debito sull'attività è sceso. Nel 1Q 2022 entrate sono…
I ricavi non disegnano un percorso di crescita definita, mentre i profitti sono aumentati in modo costante negli ultimi tre anni. Nel 2021 il margine di profitto è salito, mentre il debito sull'attività è sceso. Nel 2Q 2022 crescono le…
I ricavi crescono negli ultimi cinque anni, mentre gli utili restano piuttosto stabili. Nel 2021 il margine di profitto diminuisce, mentre il debito sull'attività si incrementa. Nel 1Q 2022 crescono le entrate e anche profitti che si…
I ricavi e gli utili non sviluppano un percorso di crescita, ma mostrano risultati altalenanti negli anni. Nel 2021 il margine di profitto cresce e anche il debito sull'attività si incrementa. Nel 1Q 2022 salgono le entrate, mentre i…
I ricavi e gli utili non sviluppano un iter di crescita, ma mostrano risultati poco direzionali negli anni. Nel 2021 il margine di profitto scende, mentre il debito sull'attività si incrementa. Nel 1Q 2022 salgono le entrate e anche i…
I ricavi e gli utili non disegnano crescita costante, ma mostrano risultati differenti negli anni. Nel 2021 il margine di profitto scende, mentre il debito sull'attività si incrementa. Nel 1Q 2022 scendono le entrate e i profitti che…
I ricavi sviluppano un percorso di crescita e gli utili aumentano dopo un 2020 che evidenzia debolezza. . Nel 2021 il margine di profitto cresce e anche il debito sull'attività si incrementa. Nel 1Q 2022 scendono invece le entrate e anche…
I ricavi e gli utili non sviluppano un percorso di crescita costante, ma mostrano risultati altalenanti negli anni. Nel 2021 il margine di profitto aumenta e anche il debito sull'attività si incrementa leggermente. Nel 1Q 2022 salgono le…
I ricavi crescono in modo costante negli ultimi anni, mentre sembra che l'azienda faccia fatica a generare utili. Nel 2021 il margine di profitto scende, mentre il debito sull'attività si incrementa. Nel 1Q 2022 salgono le entrate e si…
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